|
TERNI - Prevenire e combattere il bullismo dei ragazzini con la pratica dello sport. In particolare avvicinandoli al ugby, gioco di contatto fisico, ma fondato su valori importantissimi, come quelli dello spirito di sacrificio per compagni e del rispetto degli avversari. Questa è ’idea di base del progetto che il Rugby Terni ha presentato per partecipare al bando regionale “I giovani ono il presente”. E l'assessorato regionale alle olitiche sociali, proprio nei giorni scorsi, ha reso noto di aver valutato positivamente l’idea e il progetto del ugby Terni, premiandolo tra i migliori e finanziandolo ell’ambito dell’accordo di programma quadro APQ. Il progetto che s’intitola “Ka Mate Ka Ora”, riprendendo l’incipit della danza Maori eseguita dalla nazionale di rugby neozelandese prima delle gare internazionali, prevede un investimento di circa 152.000 euro in tre anni. La Regione ne ha finanziato l’80%, ovvero 126.273 euro. “E’ una notizia splendida – commenta il presidente del Rugby Terni – che premia le capacità e le idee dei nostri tecnici e dei nostri collaboratori, ma soprattutto è uno dei segnali che attendevamo dalle istituzioni. Finalmente si comincia a capire il ruolo che il nostro sport può avere nel sociale. Questo era e resta il nostro obiettivo principale, prima ancora che vincere partite e campionati, vogliamo diffondere i valori dello sport e del rugby, mettendoli a disposizione di tutti, ma in particolare dei ragazzi che incontrano maggiori difficoltà nella vita”. In sostanza tecnici e psicologi del Rugby Terni operaranno su un territorio vasto, anche a Foligno e Spoleto (in collaborazione con il Rugby Foligno società con la quale è stata avviata una preziosa collaborazione in questo senso), ad Amelia, a San Gemini e ad Acquasparta, entrando nelle scuole, ma lavorando anche in collaborazione con le cooperative sociali, con le case-famiglia, con il Tribunale dei Minori. Gli obiettivi sono diversificati: da un lato si punterà sulla prevenzione del bullismo coinvolgendo in maniera indifferenziata i ragazzi delle scuole elementari, medie inferiori e superiori in sessioni teorico pratiche sul rugby. Si punterà poi al recupero di “ragazzi difficili”, di casi conclamati di bullismo con un inserimento graduale nell’attività rugbistica, coinvolgendo non solo bulli e vittime, ma anche gli altri spettatori di questi comportamenti anti-sociali. Sono inoltre previsti degli scambi di esperienze culturali e sportive con altri paesi: in programma stage presso società sportive francesi e di altre nazioni in cui il rugby è già da tempo utilizzato a fini di recupero sociale. D’altra parte come diceva in maniera semplice ma efficace già nel 1828 il dottor Thomas Arnold, direttore del College della città di Rugby: "Preferisco che i miei allievi giochino vigorosamente a rugby piuttosto che impegnino i loro momenti liberi bevendo, ballando o picchiandosi. Lo sport è un antidoto all'immoralità e una cura contro l'indisciplina".
|